venerdì 30 novembre 2012

Palestina. Ammettere che esistano due Stati per prefigurare la loro coesistenza pacifica

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite si esprime a favore dello status di Osservatore all’Onu per l’Autorità Nazionale Palestinese. I voti favorevoli sono stati 138, quelli contrari 9, gli astenuti 41.

Europa divisa, per l'ennesima volta, su importanti questioni di politica estera. Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Svezia gli stati membri che hanno votato a favore.
La Repubblica Ceca l’unico stato membro dell’Ue ad aver votato contro l’accoglimento dello status di Osservatore alla Palestina. Si sono astenuti tutti gli altri.

L’ennesima occasione persa per dimostrare unità d’intenti e un impegno in proiezione del raggiungimento della necessaria integrazione politica del continente. Specie in un grave momento di crisi economica che, lungo la linea della Storia, ha sempre condotto gli Stati a scelte economiche e politiche “protezioniste” e “autarchiche”. 
L’Unione europea, attuale Nobel per la Pace, non ha superato il pregiudizio della Storia che vede gli Stati europei troppo orgogliosi per privarsi della possibilità di tutelare la propria posizione particolare nell’arena del sistema degli Stati che essi stessi hanno creato.

Gli Stati membri dell’Unione europea sono rimasti ancorati a preconcetti e strutture dell’azione politica internazionale che non hanno il coraggio né l’interesse ad abbandonare. Per questo non hanno colto l’opportunità di una scelta unitaria dal grande valore politico.
Riconoscere alla Palestina lo status di Osservatore all’Onu, non vuol dire disconoscere, tradire o isolare Israele, ma sottrarre una comunità che, nella normalità delle relazioni internazionali, viene sottoposta al ricatto da trattative bilaterali con uno Stato che è in grado di imporsi attraverso una maggiore forza relativa ed una partnership “abbiente”.

In quanto premio Nobel per la Pace, l’Unione europea ha il dovere di promuovere ogni azione volta a portare la pace in Medio Oriente attraverso una normalizzazione dei rapporti diplomatici tra stati, non tra stati e figli di nessuno. Ammettere che esistano due Stati è il primo passo per arrivare alla loro coesistenza pacifica. Quale modo migliore dunque, per la Comunità internazionale, di avviare questo percorso all’interno dell’Onu?
Il presidente Wilson, probabilmente, non avrebbe permesso il voto contrario del proprio Paese.

Roberto Asaro

venerdì 9 novembre 2012

Giovani IDV Firenze per una nuova rinascita del partito


Noi Giovani Italia dei Valori di Firenze non siamo soliti rispondere attraverso comunicati ai dirigenti del nostro partito, ma ci troviamo ad essere coinvolti in diatribe che non appartengono al nostro modo di fare politica e nelle quali pensiamo sia stata fraintesa la nostra posizione.
In un momento di rivoluzione, nella storia del nostro partito, siamo chiamati a dare risposte immediate ai cittadini, senza farsi prendere dal panico, dimostrando il proprio attaccamento al territorio, promuovendo le politiche del buon governo dell’Italia dei Valori, a tutti i livelli dell’Amministrazione.

Per questo motivo promuoviamo ed incitiamo la formazione di una struttura politica cittadina organizzata ed eletta democraticamente, che sia in grado di impiegare al meglio le risorse presenti nel partito ed instaurare un costante e reciproco confronto tra eletti ed iscritti, nel bene della città.

Non siamo “opportunisti”, né tanto meno abbiamo intenzione di “delegare la nostra rappresentanza” a qualcuno, sia ben chiaro. Siamo giovani iscritti a questo partito con la voglia di partecipare, di far politica nel miglior modo possibile e, nello stesso tempo, perseguire quella strada di rinnovamento che coinvolgerà inevitabilmente sia i vertici nazionali che quelli locali, anche nella nostra città. Siamo convinti che i partiti svolgano un indispensabile ruolo nel definire il reale assetto democratico del Paese e per questo sentiamo il dovere di pretendere una maggiore democraticità a tutti i livelli. Quindi ci troviamo in completa sintonia con lo spirito attuale del partito e del presidente Di Pietro.

Ci dissociamo, infine, da quanti in buona o cattiva fede utilizzano la sigla dei Giovani dell'Italia dei Valori in maniera strumentale per avvalorare posizioni politiche e di contrasto con la dirigenza locale.

Auspichiamo un dialogo costruttivo con i nostri dirigenti per spiegare con maggior precisione la nostra posizione e rimarginare in fretta questa ferita, senza avere più scontri sulla stampa e senza strumentalizzazioni di nessun genere.


Firmatari:
Paolo Rodari – Coordinatore giovani firenze
Lara Benfatto – Coordinatrice provinciale giovani
Mattia Ridolfi – Vice coordinatore provinciale giovani
Roberto Asaro – Vice coordinatore regionale giovani