
Democrazia diceva Caponnetto, è: “la forma di organizzazione umana che assicura a tutti i cittadini il godimento dei diritti fondamentali ed offre ad essi pari opportunità dentro un sistema capace di garantire libertà ed uguaglianza, nonché adeguati controlli sull’uso del potere”.
L’essenza e l’esistenza della Democrazia si muove all’interno del perimetro della: libertà’ ed eguaglianza politica , libertà liberali, e giustizia sociale , i quali rappresentano il “triangolo” dei principi etici entro cui la Democrazia si presenta leibnizianamente come il “migliore dei mondi possibili” tra le odierne forme di Stato.
Ma le democrazie contemporanee tendono a porsi al di fuori di questo “triangolo”. Perciò possiamo senza riserve prendere atto della crisi che la democrazia oggi vive, una crisi dei princìpi etici fondanti. Il principio di eguaglianza sembra in ginocchio di fronte alla cultura anti-egualitaria. Il principio di libertà è telecomandato dalla manipolazione televisiva delle coscienze.
Basta osservare (neppure tanto attentamente) quale esempio attuale e pratico della teoria appena esposta, il maggiore partito in Italia alla guida del Governo che attraverso logiche demagogiche e neopopuliste basa la propria strategia politica su una presunta incontestabile, unica volontà del Popolo, di cui gli stessi dirigenti, presenti nelle istituzioni si fanno portatori, ma che molto più realisticamente altro non sono che portatori di una “caricatura della Democrazia”, o meglio ancora di un’”autocrazia elettiva” mascherata da democrazia (così come Michelangelo Bovero definisce le cd. antidemocrazie che presentano le suddette caratteristiche) .
E’ ancora una volta il filosofo politico Bovero a definire tali “manifestazioni di
Marx sosteneva che molti fenomeni storici si presentano due volte, prima in “tragedia” poi in “farsa”; il politologo Bobbio aggiungeva che “il fascismo era stato insieme tragedia e farsa”, “ in cui convissero la persecuzione degli ebrei e l’obbligo di uscire nei giorni comandati con le divise d’orbace ed i gambali”; la realtà dei fatti oggi, superando Marx e Bobbio ha invertito la successione temporale della tragedia che precede la farsa, per cui molti episodi politici che oggi assumono forme farsesche, di fascismo post-moderno di cui siamo spettatori potrebbero in un futuro non troppo lontano sfociare in nuove tragedie.
La pratica democratica e la conseguente partecipazione dei cittadini alla vita politica ha da sempre costituito l’antidoto più adatto contro le tendenze e le derive antidemocratiche. Per cui il cittadino con il proprio grado di partecipazione contribuisce e determina la condotta più o meno democratica del proprio Governo e dunque del proprio Paese, mai il contrario.
Non avremo mai una Democrazia all’altezza se i cittadini non divengono arbitri. C’è assoluto bisogno di cittadini che abbiano informazioni politiche adeguate, c’è assoluto bisogno di cittadini che nutrono interesse per la politica; e non per forza questi devono far parte di un’assemblea rappresentativa, di un’associazione, di un partito. Occorre che questi siano coscienti della possibilità di incidere sulle decisioni e rovesciarle se è il caso.
Roberto Asaro
Nessun commento:
Posta un commento